La Storia

BREVE STORIA della CAMERA PENALE “Girolamo Bellavista” di PALERMO

a cura dell’Avv. Mario Zito

La Camera Penale “Girolamo Bellavista” nasce nel 1985 per lungimirante iniziativa dell’Avv. Paolo Seminara che, con intelligente intuizione, seppe comprendere il cambiamento epocale dell’Avvocatura con l’introduzione di nuove tecniche difensive connesse proprio al già calendato varo del “nuovo” Codice di procedura penale.

L’Avvocatura penalista palermitana, da sempre fucina di innovazioni giuridiche e giurisprudenziali, si rivelava soggetto attivo di una rivoluzione copernicana attraverso il passaggio storico dalla figura di un Avvocato dai forti toni individualistici ad un’altra, più moderna, di un Avvocato aperto alla società e che vedeva nelle nuove forme di associazionismo la futura sfida per intervenire nel processo di modernizzazione del sistema giudiziario italiano in maniera più efficace, con politiche giudiziarie che non fossero iniziativa di singoli Avvocati, bensì attraverso proposte evolutesi all’interno di un dibattito consapevole ed il più ampiamente partecipato dell’Avvocatura Penale locale prima e nazionale poi .

Paolo Seminara, Frino Restivo, Amedeo D’Arle, Nino Fileccia, Orazio Campo, Giovanni Natoli, Nino Mormino, Gioacchino Sbacchi, Paolo Petronio e tanti altri, sono stati gli artefici e innovatori della nuova frontiera dell’Avvocatura.

Frino Restivo, oltre a ricoprire l’incarico di Presidente della Camera Penale dopo Paolo Seminara e successivamente nominato Presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane (il massimo organo associativo dei penalisti italiani costituito da rappresentanti di tutte le Camere penali distrettuali), viene unanimemente ricordato per la grande foga oratoria, per lo stile e l’eleganza del tratto e per le iniziative seminariali, fonte del dibattito culturale a favore del “Giusto Processo e della “separazione delle carriere tra Magistrati inquirenti e giudicanti” quali capisaldi per la costruzione di una compiuta società civile che, anche nel sistema giudiziario, tuteli realmente il Diritto del Cittadino ad un processo equo.

Sotto la Presidenza di Giovanni Natoli, in modo altrettanto prestigioso, veniva riconosciuto, nel solco tracciato dal di lui Predecessore, il ruolo di primo piano della Camera Penale di Palermo a livello nazionale attraverso la sua nomina, per due bienni, quale componente del Consiglio Direttivo oltre che Tesoriere della Giunta Esecutiva dell’Unione delle Camere Penali Italiane. Durante questo periodo, si faceva promotore della realizzazione del primo annuario e del simbolo distintivo dell’Unione delle Camere penali, e veniva ricevuto, assieme ai componenti della Giunta, dall’allora Presidente della Repubblica on.le Scalfaro, oltre che dai Ministri della Giustizia on.li Conso,Martelli e Biondi. Per sei anni è stato componente prima e coordinatore poi dell’Organismo di Controllo, carica a tutt’oggi rivestita. Al contempo, anche a livello locale, si adoperava, sia come Consigliere prima, Presidente dopo ed oggi come Proboviro, per promuovere convegni di rilevanza nazionale quali la I^ Giornata sulla Giustizia Penale, tenutosi in Palermo 11 marzo 1995, alla quale hanno preso parte professori, politici, magistrati ed avvocati di fama nazionale. Ha rappresentato sempre la Camera Penale di Palermo ai congressi dell’Unione, ove è stato nominato anche componente del Consiglio di Presidenza e della Commissione di verifica poteri. Si è impegnato a rendere dignitosa, anche a costo di sacrifici personali, l’attuale sede della Camera Penale di Palermo, in tempi in cui era difficile far cogliere ai vertici giudiziari palermitani l’importanza di avere un luogo in cui, al di fuori degli Studi professionali, i colleghi, in particolare i più giovani, potessero relazionarsi ed incontrarsi per scambiarsi idee, punti di vista : in poche parole dialogare. A coronamento dell’intensa attività profusa a vantaggio della Camera Penale di Palermo, unitamente agli illustri Colleghi Cristofaro Filaccia, Antonino Mormino e Gioacchino Sbacchi, recentemente, la Camera Penale gli ha attribuito il titolo di Presidente Emerito.

Con il compianto Orazio Campo, che ebbe ad operare in tempi incerti e difficili a cagione dell’emergenza causata dalle tremende stragi di mafia del 1993, la Nostra Associazione venne condotta con mano ferma, capace e responsabile in un momento di particolare suggestione proprio a seguito dei terribili fatti di sangue, che grande sgomento lasciarono nell’opinione pubblica.

In tempi recenti, tra il 1995 ed il 2000, si inseriscono le due Presidenze di Nino Mormino, cui il sottoscritto si onora di aver partecipato quale componente del direttivo unitamente ad altri colleghi, tra cui va ricordato l’Avv. Alberto Polizzi, allora Vice Presidente, ed il Nostro attuale Presidente, Avv. Roberto Tricoli .

Preme subito dire che, fuori da ogni coinvolgimento emotivo, furono anni di grande dedizione al dovere da parte di tutti i componenti del direttivo, di grande fermento culturale: numerosi i dibattiti televisivi e non cui si veniva invitati, le tavole rotonde ed i convegni, famoso quello di Erice, che con impegno umano, professionale ed anche economico venivano organizzati con la consapevolezza che per uscire dal periodo emergenziale era necessario fare conoscere il punto di vista dell’Avvocatura a tutti, soprattutto agli stessi cittadini cui, attraverso i canali di comunicazione, veniva proposta una figura di Avvocato drammaticamente lontana da quella che la funzione di baluardo della libertà e della democrazia realmente doveva rappresentare .

Venivano intraprese battaglie durissime a tutela della Classe come del singolo Avvocato con grande garbo ma con altrettanta fermezza .

Si usciva dal Tribunale, cosa a quel tempo impensabile e criticatissima, per manifestare pubblicamente “in Piazza” il disagio in cui versava la Giustizia italiana .

Sulla scia delle Presidenze Mormino, all’inizio del 2000 veniva eletto un Direttivo con la Presidenza di Gioacchino Sbacchi che operò nel segno della continuità per il perseguimento di quegli stessi “valori “ di democrazia , di terzietà e di equità all’interno del Processo Penale che avevano caratterizzato le battaglie dell’avvocatura negli anni immediatamente precedenti .

Inoltre una sempre maggiore attenzione veniva data agli aspetti deontologici della professione, con particolare riguardo alla riaffermazione dello ”stile” dell”essere Avvocato, in un periodo in cui riforme sull’accesso alla professione, patrocinio per non abbienti e sulle difese d’ufficio su tutte, avevano, e per certi versi ancora oggi, hanno determinato una modificazione epocale della professione forense.

In ultimo in ordine temporale, ma importantissima per la ripresa di interesse nelle problematiche della classe forense penalista che generava, la Presidenza di Tommaso Farina, stimatissimo da chi scrive per le grandissime doti umane, nonché professionali, ma in genere voluto bene da tutti i penalisti, palermitani e non, per la signorilità del tratto e per i caratteri di mediazione e di equilibrio che hanno caratterizzato il suo operato durante la di lui Presidenza .

Tommaso Farina ha avuto l’enorme merito, e solo per ciò gli si dovrebbe dedicare un grande tributo, di fare riscoprire ai giovani avvocati penalisti le grandi potenzialità della Camera Penale, come strumento non soltanto di autotutela, ma anche di confronto e di crescita culturale e professionale.

Affiancato in maniera efficacissima dall’Avv. Roberto F. Tricoli, che oggi ne prosegue e ne completa il programma, dava un impulso particolare alla formazione professionale attraverso l’organizzazione di convegni giuridici tra cui, in particolare, si annovera quello di Erice che, dopo le Presidenze Mormino, era finito nel dimenticatoio.

Ed ora è storia recente quando nell’ottobre del 2007, appunto, veniva eletto il nuovo Direttivo, ed il Presidente della Camera Penale di Palermo Roberto Tricoli collaborato dal Presidente Vicario l’avv. Nino Rubino, quest’ultimo distintosi per grande impegno e dedizione, sempre al servizio dell’Avvocatura penalista palermitana, ma anche nazionale per aver ricoperto più di una carica di grande rilevanza in seno all’Unione delle Camere Penali .

In pochi mesi il neo Direttivo ha operato un’accelerazione in ogni settore, soprattutto in quello della Formazione istituendo la Scuola di formazione forense “Orazio Campo” e consentendo di licenziare le pagine del bimestrale “Il Portico, organo della Camera Penale di Palermo .

E’ di questi giorni il rinnovamento degli arredi e dei locali della sede dell’Associazione presso il Palazzo di Giustizia di Palermo, senza trascurare l’informatizzazione delle strutture anche con la recente registrazione del dominio di cui al relativo sito internet.

Uno slancio verso il futuro dell’Avvocatura, dunque, ma sempre con lo sguardo rivolto alle “radici” di questa Grande e Nobile Famiglia che è, e deve essere , la Classe penalista palermitana .

E la Storia continua...........

Palermo, 3 aprile 2008

 

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