La scomparsa dell' Avv. Nino Fileccia - Documento del Direttivo
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Documento inserito venerdì 31 agosto 2012
La scomparsa dell'Avv. Nino Fileccia Ci sono uomini che lasciano il segno, lui lo ha lasciato… L’Avvocato Cristofaro Fileccia detto “Nino”, decano dei penalisti palermitani, è morto in un torrido pomeriggio di agosto, all’età di 90 anni dopo una breve malattia. Impossibile non ricordarlo per la immensa eredità di conoscitore del diritto che lascia agli innumerevoli avvocati penalisti, che anche se non direttamente suoi allievi, ha comunque contribuito a formare. Sessanta anni di professione lo hanno visto protagonista della più importante storia giudiziaria italiana del ‘900, distinguendosi sempre per onestà intellettuale, limpidezza di pensiero e chiarezza espositiva. Ma le sue doti andavano ben oltre. Il coraggio di dire la verità, la passione professionale, e l’arte della parola accrescono il debito dei posteri nei confronti di un avvocato titanico, che con la sua sovrumana operosità ha onorato la toga sempre. Non v’è Tribunale o Corte che non abbia registrato nel corso dei 60 anni di prestigiosa professione, il rapimento estatico del pubblico, l’ammirazione dei Giudici, il rispetto degli avversari di fronte all’incalzare serrato, incessante, tagliente di una dialettica sorretta sempre dalla esplorazione profonda di ogni angolo più recondito dei fascicoli processuali e delle solidissime architetture del pensiero giuridico. Con la potenza della dialettica, la forza evocatrice di un linguaggio immaginifico capace di avvincere nella rappresentazione delle tesi più ardite, talora anche inaccettabili, senza mai indulgere a marocchismi. La passione, il sentimento e l’impegno che esprimeva non conoscevano differenze tra processi; per lui tutti i processierano importanti, diceva: “chiunque ha diritto alla difesa…, alla migliore difesa!”. Non cercava i microfoni del clamore o la ribalta della prima pagina, ma questo non lo teneva lontano dal confronto a cui era sempre pronto e disponibile, rispettoso e leale nei riguardi di qualsiasi avversario. Alcuni di noi hanno avuto l’onore e la fortuna di ascoltarlo, anche in occasione di aneddoti ed episodi, che – soprattutto negli ultimi tempi – di frequente, era solito raccontare. Aneddoti ed episodi narrati con irresistibile simpatia, ma sempre carichi di significati ed insegnamenti. In un momento difficile dell’Avvocatura nel suo complesso, come quello attuale, e soprattutto in un contesto sociale particolarmente insidioso, come quello siciliano nel quale l’Avvocato Fileccia ha operato, la sua figura riecheggia in quel modello di uomo di trasparente probità che lo ha contraddistinto negli anni, fino all’ultimo istante della sua vita. E’ ancora tristemente fresco il ricordo di quel febbraio del 2010, quando dopo poche ore dall’eccidio dell’Avvocato Enzo Fragalà, la Camera Penale di Palermo convocò d’urgenza l’assemblea in un’Aula Magna gremita, e lì prese la parola l’Avvocato Fileccia: “Cari colleghi, sarò breve perché come tutti i vecchi sono afflitto dalla facile commozione e dalle lacrime, e non voglio mostrarmi così debole”. Ma le lacrime scesero copiose ugualmente, soprattutto quando raccontò di essere andato in ospedale per fare sentire “il palpito del mio cuore, dell’avvocato più anziano di Palermo, a Enzo per il vile e feroce gesto”. Quel giorno è ricordato ancora perché dall’Avvocato Fileccia partì un messaggio rivolto soprattutto ai giovani: “Siate fieri della professione che avete scelto. Mi raccomando, però: siate fieri ma sempre corretti!”. Gli applausi scroscianti si mescolarono alla commozione più profonda. Non dimenticheremo mai l’Avvocato Fileccia, un Maestro, un insegnamento etico, una limpida coscienza civile. Il Direttivo della Camera Penale “G. Bellavista” di Palermo    

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